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Häfele al Bauhaus-Archiv /
Museum of Design con aVOID

Oltre 25 sponsor tecnici provenienti da Germania e Italia per la tinyhouse “aVOID” di Leonardo Di Chiara, giovane architetto pesarese di 27 anni sbarcato ora a Berlino con un prototipo di casa su ruote.

Uno spazio di 9 mq in cui meditare e vivere: è questo il progetto sperimentale realizzato da Di Chiara per il parco museale del Bauhaus-Archiv / Museum of Design, che fino a Marzo ospiterà una mostra di oltre venti “tiny house”.
aVOID è il risultato di una ricerca artistico-architettonica diretta da Leonardo Di Chiara in collaborazione con la Tinyhouse University di Berlino; l’obiettivo del progetto è provare sul campo la funzionalità di una casa di piccole dimensioni, approfondendo l’aspetto dell’industrializzazione del suo processo di costruzione per stimolare la consapevolezza della necessità di una politica urbanistica nuova, moderna, che prenda in considerazione la creazione di concetti abitativi evoluti e non convenzionali.
aVOID è stata la prima tinyhouse sviluppata e costruita interamente in Italia, a Pesaro, nel distretto del Mobile. I lavori di costruzione, iniziati nel maggio di quest’anno, si sono conclusi ad agosto quando la casa è stata inaugurata e presentata al pubblico per la prima volta. Durante il processo costruttivo la tinyhouse si è spostata da un’azienda fornitrice all’altra, sfruttando al massimo il vantaggio della sua mobilità su ruote.
In merito alla scelta della metratura Di Chiara afferma “I 9 metri quadri corrispondono per legge alla dimensione minima di una camera singola in Italia. Con questo rimando vorrei sottolineare infatti la necessità di ripensare gli standard abitativi delle nostre case, ancora legati alle disposizioni del Decreto del 1975, che tengono in considerazione solamente la superficie calpestabile senza valutare la qualità dello spazio sia in termini funzionali che tecnologici. Ma la situazione nelle nostre città è profondamente mutata da allora ed è destinata a continuare a farlo in maniera esponenziale. La crescita demografica dei centri urbani e l’aumento del cosiddetto fenomeno del neo-nomadismo ci obbligheranno a trovare soluzioni abitative non convenzionali puntando su condivisione e riduzionismo.”


La famosa blogger Kirsten Dirksen visita aVOID al Bauhaus-Archiv Museum of Design

Micro Living: la prospettiva Häfele

La riduzione dello spazio abitativo e l’ininterrotta immigrazione nelle aree ad alta concentrazione urbana stanno trasformando il modo di abitare. Scompaiono le pareti divisorie, le zone abitative confluiscono le une nelle altre, i mobili definiscono le funzioni dei singoli spazi e l’importanza dell’arredamento aumenta in misura esponenziale. La ferramenta per mobili diviene il fattore decisivo in questo nuovo ambiente abitativo: definisce il mobile, conferendogli la necessaria flessibilità nell’impiego quotidiano e creando le condizioni per abitare e lavorare comodamente in piccole unità. In questa cornice una visione globale fornisce all’industria e all’artigianato soluzioni utili.
Häfele riconosce che lo spazio abitativo sta diventando un bene scarso e sempre più costoso; già da molti anni l’azienda sta infatti guardando oltre l’orizzonte nazionale occupandosi del trend internazionale dell’urbanizzazione, della concentrazione dello spazio abitativo e delle relative conseguenze sul comparto del mobile. Su superfici ridotte l’imperativo è maggiore semplicità di realizzazione, adattabilità, variabilità, praticità e funzionalità. 
Nel 2012 il Functionality Cube di Häfele, con i suoi 40 mq di spazio abitativo, ha segnato l’inizio di un intenso confronto sul tema Micro Living in tutto il settore. Lo YouthLab di Häfele, una futuristica camera di ostello della gioventù, ha poi attratto l’interesse e ispirato molti progettisti e produttori di mobili. Il MicroApart 20/30, realizzato in collaborazione con l’architetto di interni Krista Blassy e presentato alla fiera Bau a Monaco di Baviera dall’inizio dell’anno, ha definito nuovi standard di riferimento in fatto di “dimensioni” degli interni. Si tratta di 20-30 mq di superficie abitativa scalabile in misura modulare con un notevole guadagno di funzionalità e comfort nell’arredamento.
La sponsorizzazione di aVOID rientra quindi nel percorso concettuale che la multinazionale tedesca ha intrapreso, nel corso degli ultimi anni, su questo tema.
Häfele ha supportato la costruzione di aVOID sia dal punto di vista economico, con la donazione di prodotti in grado di migliorare la funzionalità degli spazi interni, sia sotto il profilo tecnico-progettuale.

“Häfele è tra quei partner che ho voluto fin dall’inizio coinvolgere nella realizzazione di questo progetto.” afferma Di Chiara “È un’azienda che da sempre fa dell’ottimizzazione degli spazi dell’abitare una vera e propria missione. Con il supporto dell’ufficio tecnico ho tradotto la mia idea architettonica in progetto esecutivo scegliendo i prodotti già presenti a catalogo oppure, nei casi più specifici, adattandoli artigianalmente come è successo per il letto trasformabile. La vasta gamma e la flessibilità di impiego dei prodotti mi hanno permesso di mantenere fedele il primo prototipo aVOID alla mia idea iniziale.”

Un’unica stanza, una moltitudine di ambienti

Lo spazio interno della tinyhouse è costituito da un’unica stanza, disadorna di qualsiasi mobilio, e resa funzionale dalla presenza di meccanismi e soluzioni per arredi trasformabili che consentono, di volta in volta, l’attivazione di nuove funzionalità e nuovi utilizzi.
Per aVOID Häfele ha fornito:  lampade LED Loox, meccanismi Free flap 1.7, cerniere Duomatic, meccanismi per letti ribaltabili e meccanismi per ante rientranti HAWA Concepta.
“Vivere in una piccola casa su ruote significa essere sempre in movimento tra una destinazione e quella successiva. Ma nel caso di aVOID vuol dire anche abitare uno spazio in continua trasformazione.” afferma Di Chiara “L’interno della casa è assimilabile ad “un vuoto”, da cui il nome inglese “a void”. La presenza di alcuni dispositivi nascosti nella parete e l’apertura combinata delle ante del mobilio permettono la funzionalizzazione della stanza unica in base dell’uso che se ne vuole fare. Il letto reclinabile, singolo o doppio a seconda delle necessità, è utilizzato anche come divano insieme a dei pouf su ruote. Abbinato al tavolo pieghevole, incastonato nella parete, diventa invece una panca permettendo di ospitare a cena fino a 6 persone.”
“Ed è così che con poche mosse la camera da letto diventa soggiorno, il bagno si trasforma in un comodo studiolo e la cucina in un piano da lavoro. Richiudendo tutti gli arredi si ha nuovamente a disposizione tutta la superficie delle casa dove si possono organizzare feste con gli amici, fare yoga, darsi al bricolage o semplicemente godere dello spazio vuoto per fare meditazione. Tutto ciò in soli 9 metri quadri.” 
Dopo il Bauhaus Campus aVOID ad Aprile tornerà in Italia facendo tappa a Milano, Padova, Roma, Bologna e Torino per poi terminare il suo tour a Pesaro, dove verranno presentati i risultati di questo esperimento di neo-urbanistica.
 

aVOID Leonardo Di Chiara copyright Giacomo Terracciano

Leonardo Di Chiara, il giovane architetto pesarese di 27 anni sbarcato a Berlino con un prototipo di casa su ruote; copyright foto Giacomo Terracciano

aVOID, una tinyhouse di 9 metri quadri su ruote. la casa nel centro di Pesaro

aVOID, una tinyhouse di 9 metri quadri su ruote. la casa nel centro di Pesaro

Bauhaus-Archiv / Museum of Design, Berlino

Bauhaus-Archiv / Museum of Design, Berlino

L’apertura combinata delle ante del mobilio permettono la funzionalizzazione della stanza unica in base all’utilizzo specifico. Il letto reclinabile, singolo o doppio a seconda delle necessità, è utilizzato anche come divano insieme a dei pouf su ruote. Abbinato al tavolo pieghevole diventa invece una panca permettendo di ospitare fino a 6 persone.

foto copyright Anna Fontanet Castillo

foto copyright Anna Fontanet Castillo

Leonardo Di Chiara all'interno della sua tiny house

Leonardo Di Chiara all'interno della sua tiny house